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LA BANDA LAVANGA
DA SCAMPITELLA
(frazione di Trevico)
Alla
banda Cerrone, in Baronia, subentrò quello di Ciriaco Lavanga, massaro di
campo di Trevico, detto Scipione, o l’Abate, per essere stato avviato
agli studi di Seminario.
Si
era sconsigliatamente gettato in campagna, perché disgustato con la
famiglia per interessi. Punto di riferimento per i fuoriusciti di Vallata
e della Baronia, la banda operava anche nelle campagne di Sturno, di
Frigento, di Rocca San Felice e di Morra, da sola o in collegamento con le
altre piccole formazioni zonali.
Le
gesta del Capo banda furono così riassunte nella requisitoria di un
processo a lui intestato.
Sin dal luglio 1862 si dava volontariamente a
scorrere la campagna unendosi alla banda Schiavone (…). Si eresse poi
capo di una comitiva composta di circa 12 individui, scorrendo con questi
la campagna di Trevico e di Vallata (…), spargendo il terrone in quelle
infelici contrade. Fra i crimini commessi sono notevoli l’omicidio
consumato per solo impulso di brutale malvagità nella persona di Domenico
Rotunno il 3 settembre 1862 e l’assassinio di Antonio Fischietti di
Vallata, consumato il 28 novembre 1862 (…). Sostenne moltissimi attacchi
con la forza pubblica, fra cui quella del 7 maggio
1862 a
La Civita
e S. Giuseppe con la truppa e le Guardie nazionali di Vallata, durante la
quale rimasero estinti 5 soldati del 33 Regg. Fanteria e due Guardie
nazionali.
Alla
banda erano associati, tra gli altri:
Schiavone Aniello, di anni 21,
giumentaro, di S. Agata di Puglia, domiciliato a Trevico;
De
Gregorio Euplio, di anni 23, contadino, di Trevico;
Lo
Russo Giovanni, detto Ciriacone, di anni 26, soldato sbandato, di Trevico;
-Mercando
Pasquale, di anni 24, contadino, di Trevico;
-Di
Gianni Giuseppe, mugnaio, nato a Rocca S. Felice il 16 marzo 1843;
-Lisena
Rocco, massaro, nato a Rocca S. Felice l’11 aprile 1844;
-Gentile
Vito, massaro, di Rocca S. Felice;
-Gentile
Salvatore di Vito, nato a Rocca S. Felice il 26 gennaio 1841;
-Nuzzo
Francesco, di anni 43, contadino, di Trevico;
-Bonavita
Rocco, di anni 23,contadino, di Trevico.
Questi
due ultimi del 3 settembre 1862 furono riconosciuti dagli abitanti della
massaria di Federico Bonavita, in contrada Maggiano, dove, col Lavanga,
Mercando e Aniello Schiavone, avevano preso con violenza e mangiato una
pecora! Di Trevico era pure Pagliarulo Euplio, di anni 26,vaccaio,
associatosi nel 1862. Il 18 settembre, in contrada S. Giuseppe, uccise e
seviziò il cognato Giuseppe De Stefano, ed il 22 successivo tentò di
estorcere 1700 lire a Girolamo Rossi, di Vallesaccarda, per il riscatto
del figlio Euplio che aveva sequestrato.
A
Lavanga si unirono anche:
-Luongo
Giuseppe, soldato sbandato, di Trevico;
-Francesco
Gambaro fu Antonio, di anni 22, bracciale, di Morra;
-Cipriano
Michele Arcangelo, detto Galluccio, di Frigento.
Nato
il 19 agosto 1835 da Antonio e da Caterina Cirillo, quest’ultimo era
stato pastore nell’azienda dei carifani Santoro Giuseppe e Nicola, in
contrada Fiumara, tenimento di Guardia dei Lombardi. Si diede al
brigantaggio nell’ultima decade di luglio 1862, entrando immediatamente
in azione.
Nei primi giorni di agosto compì alcuni reati di grassazione
in danno di Grella Angelomarina e Lorenzo Stanco, ed il 18 partecipò allo
scontro, in tenimento di Frigento, con i soldati del 34 Rgt. di Linea,
comandati dal Sergente Leopoldo Bianchi. Galluccio con, i compaesani
Filippo Cipriano di Giuseppe, 25 enne, e Filippo Capobianco di Nicola,
18enne, nel dicembre 1862, fece parte dei 12 briganti che si introdussero
nella masseria di Sebastiano Branca, in contrada Fiumara di Carife, dove
il Lavanga scrisse una lettera a Gaetano Ciampone, Capitano della Guardia
Nazionale, perché intervenisse in favore di Maria Giovanna Limogiello,
innamorata del Cipriano, ch’era stata arrestata per presunta
ricettazione di oggetti furtivi, avuti da lui in regalo.
I
Vallatesi Colicchio, Rizzo e Tasca nel settembre 1862 spedirono un
biglietto di ricatto a D. Leopoldo Cingoli, del luogo, minacciando di
incendiare le sue proprietà se non avesse consegnato 100 ducati ed una
giumenta.
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