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Ha
ottenuto la sua indipendenza comunale nel 1948, distaccandosi dal comune di
Trevico.
Gli
abitanti sono chiamati Scampitellesi.
La
popolazione, assottigliata sempre più dal fenomeno dell'emigrazione, è
prevalentemente dedita all'agricoltura.
Numerose
testimonianze archeologiche, tra cui iscrizioni e cippi miliari di epoca romana,
attestano la presenza di antichi insediamenti nel territorio di Scampitella, di
cui è difficile interpretare la derivazione etimologica del nome.
Il
Borgo, sorto in epoca medievale, fu casale della Baronia di Vico, di cui seguì
e condivise, nel corso dei secoli, le vicende storiche fino al 1948, anno in cui
il comune ottenne l’autonomia amministrativa.
Le
prime notizie documentate sul paese, risalgono alla metà del XIII secolo e
fanno riferimento ad un certo Riccardo Benedetto Guarino de Formari,
proprietario delle terre di Scampitella.In età angioina fu amministrato da Ada
de Bruveriis, alla quale subentrò, nel 1314, Marco Aiossa. Divenuto proprietà
della regina Sancha, il paese fu successivamente donato nel
1343 a
Raimondo del Balzo.
Nel
corso del XV secolo furono signori di Scampitella i Macedonio, gli Orsini e i
del Balzo che, nel 1454, persero la signoria del luogo per la loro
partecipazione alla congiura dei Baroni. Saccheggiato nel 1507 dagli Spagnoli
capitanati da Consalvo de Cordova, nel corso del XVI secolo il paese fu venduto
a Francesco de Loffredo, la cui famiglia tenne la signoria di Scampitella fino
all’eversione della feudalità.
Di
particolare interesse culturale e turistico: Chiesa della Consolazione (XIX - XX
sec.); Miliario romano di età diocleziana (293 d.C.); Bosco di pini e cipressi
in località Migliano
Numerosi
sono i resti archeologici di epoca romana di età imperiale recuperati nelle
vicinanze del paese, anche se nell'area non è stata ancora effettuata una
ricerca sistematica. Considerevoli tracce della civiltà pre-romana sono
rinvenute presso il locale gessificio e nella contrada
"Guardiola".
Sono
state ritrovate anche numerose tombe databili tra l'VIII e il IV sec. a.C., il
cui corredo funerario, composto da crateri, olle prive di anse e "oinokoe",
è conservato presso famiglie locali, mentre un'olla stamnoide decorata a righe
brune disposte orizzontalmente con motivo a ovoli sulla spalla rinvenuta da una
tomba è esposta al Museo Archeologico di Ariano Irpino.
I
resti archeologici sono siti nelle vicinanze del paese, in contrada
"Guardiola" e presso il locale gessificio. L'area archeologica non è
attrezzata per accogliere i turisti, ma è ugualmente visitabile.
Da
visitare:
Chiesa
della Consolazione:
E'
depositaria di una antica leggenda, che la vuole fondata da un soldato
dell'esercito borbonico smarritosi tra le colline del comune: qui ebbe una
visione che lo spinse all'eremitaggio suggerendogli la costruzione dell'edificio
di culto. Rifatta in stile moderno, la chiesa conserva all'interno qualche opera
d'arte sacra di rilievo, tra cui una statua lignea ottocentesca.
Feste
e Sagre:
Festa
della Croce in località Ghirico (3 maggio);
Patronale
di S. Michele (9 maggio);
Maria
SS. della Consolazione (ultima domenica di luglio);
Sagra
del soffritto di maiale (5 agosto);
Fiera
di S. Michele (9 maggio)
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